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Le vie dei tesori di Sciacca, un viaggio alla scoperta dei monumenti, delle chiese e dei musei della città. In particolar modo a Sciacca è possibile visitare

  • 12 luoghi
  • 3 passeggiate

Sciacca e le vie dei tesori

Le vie dei tesori descrivono Sciacca come la città delle leggende e dei miraggi

da Dedalo che costruisce le famose Stufe di san Calogero sul monte Kronio, all’isola Ferdinandea che sbuca dalle acque e si inabissa dopo poche settimane, lasciando tutti di stucco.

Insomma, a Sciacca si respira tanta storia e si possono sentire tante storie.

Dai Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani, agli Arabi e Normanni, Svevi e Angioini.

Sotto i Peralta divenne importantissima, eresse i suoi palazzi, discusse da pari a pari con la vicina Girgenti. C’è posto persino per un museo di art Brut, popolato dalle sculture en plein air di un artista-contadino. E per la grande tradizione delle ceramiche e del corallo. Millenni di storia da percorrere lungo l’itinerario di dodici luoghi de Le Vie dei Tesori, che qui arriva per la sua prima edizione.

Tre weekend (venerdì, sabato, domenica)
Dal 13 al 29 settembre 2019.

I 12 luoghi di Sciacca

  • Archivio di Stato
  • Casa comunale (ex convento gesuita)
  • Castello incantato
  • Castello Luna
  • Chiesa di San Nicolò La Latina
  • Chiesa madre
  • Ex Chiesa di Santa Margherita
  • Convento delle Giummare
  • Giardino segreto e stanza dello scirocco di Palazzo Lazzarini
  • Grotte del caricatore
  • Museo Scaglione
  • Torre campanaria della Chiesa San Michele

Le 3 passeggiate

  • Monte Kronio, la grotta dell’eremita e il Santuario
    • 09:00 Domenica 15 Settembre
  • Alla scoperta del quartiere ebraico
    • 10:00Domenica 22 Settembre
  • Le dimore nobiliari di Sciacca e la loro storia
    • 09:30Domenica 29 Settembre

Il programma completo

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Chi organizza?

A organizzare il Festival è l’associazione Onlus Le Vie dei Tesori.

I componenti dell’associazione sono giornalisti, operatori culturali, esperti di comunicazione e di storytelling, consapevoli che sono le persone a cambiare le città. E convinti che nel Sud possa nascere un nuovo modello di valorizzazione e di fruizione dei beni culturali che sia motore di innovazione sociale. Un modello basato su una logica partecipativa, condivisa e responsabile, che costruisce una comunità accogliente e che si realizza attraverso una rete virtuosa pubblico-privato. Il Festival mette a rete oltre trecento tra istituzioni, enti, associazioni, cooperative.
Ad affiancare gli esperti nelle visite guidate, ci sono studenti universitari e liceali in alternanza scuola-lavoro.

Da Palermo a Sciacca alla Sicilia

Il Festival è un progetto di innovazione sociale che si fi nanzia con i coupon e con l’apporto di sponsor. Non gode di finanziamenti pubblici, a esclusione di quelli che ottiene grazie alla partecipazione a bandi. Il modello si basa su una logica di rete. L’organizzazione stipula accordi con centinaia di istituzioni, enti, privati. Il Festival è in primo luogo una grande occasione di riappropriazione dei luoghi da parte dei cittadini. Oggi è diventato un grande attrattore e moltiplicatore di presenze: nella scorsa edizione 365 mila ingressi. Secondo l’Otie, l’Osservatorio sul turismo delle isole europee, il 40 per cento dei visitatori sono escursionisti e turisti e la ricaduta di ricchezza turistica nella sola Palermo è di oltre tre milioni e mezzo di euro.

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