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Cultura Mediterranea Sciacca

Sciacca breve storia della città

Le prime notizie storiche di Sciacca si hanno nel 628 Avanti Cristo. Stando allo storico greco Tucidite, Sciacca in quegli anni diventa il castello di confine del territorio di Selinunte, in direzione di Agrigento.

Nel periodo romano, grazie alle vicine sorgenti termali fu chiamata termae selinuntinae e negli itinerari appare come stazione postale dal nome Aqua labodes.

Periodo Arabo

E’ nel periodo arabo, nell’ 840 Dopo Cristo, che la città acquista una sua importanza agricola e commerciale. Grazie alla sua posizione, al suo porto e alla sua produzione di grano, divenne un’importante centro per i commerci con l’Africa. E furono gli arabi a dargli il nome di all shqqa, da cui molti fanno derivare l’attuale nome.

Periodo Normanno

Nel 1091, quando il controllo della Sicilia era totalmente in mano normanna, il conte Ruggero prese il controllo diretto della città per circa 13 anni. La città fu poi data in dote alla figlia del conte, Giulietta, che fu data in sposa a Roberto Zamparrone, conte di Brindisi. In seconde nozze, Giulietta sposò Gilberto Perollo, signore di Pérignon. Sotto il dominio di Giulietta, Sciacca visse un grande periodo di splendore e vitalità.

Tale fu la rinascita che Giulietta fu ritenuta da molti la seconda fondatrice della città. E’ grazie al suo impegno che infatti furono fondate chiese, che ancora oggi possiamo ammirare. E grazie al prestigio di Giulietta molte famiglie nobili, provenienti dal Piemonte, dalla Borgogna, Roma, e da altre parti, si trasferirono a Sciacca. Sono anche di questo periodo i fiorenti porti commerciali con le città marinare di Genova e Pisa.

Periodo Svevo

Nel lungo periodo svevo, che si protrasse dal 1189 al 1269 Sciacca accresce sempre la sua importanza. Si ebbe la costruzione di nuove chiese. Ma non si hanno notizie rilevanti riguardo questo periodo.

Di grande rilievo si può segnalare il momento della fine dei Vespri siciliani. Qui, nel suo territorio che venne firmata la pace che viene ricordata come Pace di Caltabellotta.

Periodo Catalano

Verso la fine del 1300 durante la guerra civile scoppiata fra latini e catalani, Sciacca segui la parte latina. Ed è in questo periodo che si fa strada la potente famiglia dei Peralta. Di questa famiglia si hanno notizie in due lettere dirette a Raimondo Peralta, la prima di Federico II e la seconda di Federico III. Quest’ultimo intimava al Peralta di astenersi dal battere moneta. Infatti il Peralta istituì una zecca battendo moneta propria. Si trattava di un privilegio che era stato accordato solo alle città di Palermo e Messina. E non a Sciacca.

Ma è con Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta e capitano di guerra di Sciacca, che la famiglia raggiunge il massimo della sua potenza.

Il dominio di Guglielmo Peralta, che aveva sposato infanta Eleonora d’Aragona, si estendeva all’incirca da Caltanissetta fino ad Alcamo. Quando, nel 1377, morì Federico III, proprio a Guglielmo Peralta fu affidata la carica di Vicario. Tale fu il prestigio della città che Sciacca, in questi anni, poté stipulare accordi persino con la potente Repubblica di Venezia, per il commercio di grano.

Durante la rivolta dei baroni contro Re Martino, Guglielmo Peralta si schiero dalla parte del Re, mentre in seguito preferì unirsi con i baroni ribelli. Domata la rivolta e morto Guglielmo, la città ritornò sotto il controllo del Demanio. Anche se al figlio NicolòPeralta restò la Capitania e la Castellania della città.

Morto Nicolò Peralta, nel 1399, il Re Martino si assicurò la fedeltà della famiglia facendo sposare la secondogenita delle tre figlie di Nicolò, Margherita, ad un suo zio, Don Artale Luna. Sarà questo matrimonio la causa del famoso caso di Sciacca.

Il caso di Sciacca

Il caso di Sciacca è il nome che fu dato alla lotta di predominio tra la famiglia dei Luna, di origine catalana,  e i Perollo, di origine normanna. In realtà il “caso di Sciacca” fu una vera e propria guerra civile che si protrasse per circa un secolo dal 1459 al 1529 che divise la città in due parti e che vide le più efferate crudeltà. La guerra di potere terminò con l’uccisione di Giacomo Perollo e il suicidio di Sigismondo Luna. Questi infatti, dopo aver fatto trascinare per tutta la città il cadavere del Perollo, si pentì dell’efferatezza di quel che aveva fatto. Chiese la grazia a Carlo V che gliela negò. Nonostante ad intercedere con Carlo V fu lo zio di sua moglie. L’allora papa Clemente VII.

Le conseguenze di questo caso furono disastrose per la città. Sia dal punto di vista demografico, sia dal punto di vista economico.

La città, infatti, nel 1459 contava 35000 abitanti e si ridusse a 9000 abitanti del 1529. Ovviamente anche le attività commerciali furono conseguentemente bloccate da questa vicenda.

Senza contare che è in questo periodo che avviene la cacciata degli ebrei del 1492. A Sciacca si trovava, infatti, una delle maggiori comunità ebraiche che contenevano i propri commerci. Ancora oggi, i cognomi di città, tipiche delle famiglie ebree, sono molto diffusi.

Il periodo della decadenza

Nel XVI secolo, alla grave decadenza si aggiunsero alcune calamità naturali varie. La crisi del commercio nel Mediterraneo e non ultimo la presenza dei pirati barbareschi.

Registrato il dominio spagnolo, in base al trattato di Utrecht 11 aprile del 1713, Sciacca passo sotto il dominio dei Savoia dal 1713 al 1720 e poi sotto il dominio austriaco, dal 1720 al 1734.

Durante il regno di Carlo III di Borbone dopo un periodo di pace, scoppiò la rivoluzione francese. Anche Sciacca fu coinvolta nelle vicende storiche del regno. Nel 1820 durante i moti rivoluzionari, in città si ebbe una rivoluzione di carbonari guidata da un giovane frate domenicano Saverio Friscia, zio di un altro noto e rivoluzionario, omonimo, Saverio Friscia.

Sotto il regno di Ferdinando II di Borbone 1830-1850 si ebbero rivolte e l’attività dei mazziniani fu intensa. Ma dopo la proclamazione del Regno d’Italia, le sorti di Sciacca non saranno più centrali come un tempo.

Alla fine dell’Ottocento comincia un flusso lento e continuo di emigrazione verso gli Stati Uniti. Flusso che è continuato per tutto il Novecento verso la Germania ed ancora oggi continua verso le località del Nord Italia o l’estero.

E il futuro?

Oggi Sciacca è una città di provincia, tranquilla, dove non accade nulla. Ma dove potrebbe accadere di tutto. In potenza è il terzo polo turistico di Sicilia, la terza marineria della Regione, centro commerciale ed economico della provincia di Agrigento. In realtà, non è nulla di tutto questo. Ma c’è tanta voglia di rinascita. E chissà… anche questo blog si auspica che qualcosa si muova.

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