Dal 5 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026, negli spazi di Belìce / Epicentro della Memoria Viva a Gibellina, la mostra Proteste prima del futuro, a cura di Giuseppe Maiorana, apre uno dei filoni più profondi di Gibellina 2026: quello che lega arte, memoria e conflitto sociale. Attraverso fotografie d’archivio e materiali storici, l’esposizione ricostruisce la stagione delle lotte popolari degli anni Sessanta e Settanta, dalla Marcia della Sicilia Occidentale del 1967 alle proteste dei terremotati del Belìce. Volti, slogan e cortei restituiscono la forza di comunità che hanno occupato lo spazio pubblico per rivendicare diritti, dignità e ricostruzione, ricordando come ogni futuro condiviso nasca sempre da una presa di parola collettiva.
Accanto alla dimensione visiva, Gibellina 2026 invita ad ascoltare. Il podcast Tiresia. L’arte contemporanea ad occhi chiusi di Alberto Nicolino costruisce un racconto sonoro che va oltre l’immagine: voci, suoni ambientali, interviste ad artisti, abitanti e visitatori compongono una mappa sensibile della città. Un invito a percepire l’arte e il territorio attraverso ciò che spesso resta ai margini dello sguardo.
Memoria, ascolto e pratiche culturali nel Belìce contemporaneo
Il tema della narrazione si estende anche al mondo delle biblioteche con Trame Narrative, un programma annuale che coinvolge trentacinque biblioteche della provincia di Trapani. L’obiettivo è trasformare questi luoghi in infrastrutture culturali di prossimità, capaci di ridurre la distanza tra libri e comunità, promuovendo la lettura come pratica sociale diffusa. A rafforzare questa visione contribuisce la biblioteca mobile di Gibellina 2026, un presidio itinerante che attraversa la città e le sue periferie, collegando scuole, biblioteche e comuni del Belìce.
Sempre nel segno della sperimentazione narrativa, la mostra itinerante Visioni oblique, a cura di Cristina Costanzo, invita artisti di diverse discipline a confrontarsi con il territorio attraverso la forma-libro. Libri d’artista, libri-oggetto e fototesti diventano strumenti per leggere il Belìce in modo laterale, non lineare, aprendo nuove interpretazioni del paesaggio e della memoria recente.
Queste azioni si inseriscono in una strategia più ampia, sostenuta dal Patto intercomunale per la lettura della Valle del Belìce, che coinvolge oltre sessanta enti tra scuole, biblioteche e associazioni, e dalla creazione di fondi librari dedicati agli artisti contemporanei trapanesi. La cultura visiva del territorio viene così resa accessibile, catalogata e condivisa come patrimonio comune.
Simposi, conferenze e giornate di studio
Nel corso del 2026, Gibellina diventa anche luogo di riflessione critica attraverso simposi, conferenze e giornate di studio dedicate al rapporto tra arti contemporanee, cura e spazio pubblico. In dialogo con università, accademie e istituzioni culturali, il progetto affronta temi come l’arte pubblica, le pratiche partecipative e la rigenerazione urbana, proponendo Gibellina come laboratorio di politiche culturali condivise. In questa prospettiva nasce anche il Comitato Consultivo Nazionale sull’Arte Contemporanea, pensato per proseguire oltre il 2026 come spazio permanente di confronto.
Grande attenzione è rivolta infine all’attivazione e alla rifunzionalizzazione dei luoghi della città: piazze, architetture della ricostruzione, spazi incompiuti e paesaggi urbani tornano a essere vissuti attraverso interventi artistici, cantieri di recupero e progetti formativi come QuattroPuntoZero, scuola diffusa di arti e mestieri. Qui l’arte non si limita a occupare lo spazio, ma lo riattiva, lo cura e lo restituisce alla comunità.
In questo intreccio di memoria, lettura, ascolto e progettazione condivisa, Gibellina 2026 mostra con chiarezza che il futuro non nasce dal silenzio, ma da proteste, voci e pratiche culturali capaci di trasformare una ferita in spazio comune.
Dettagli dell’evento
Dal 05 DIC al 28FEB
PROTESTE PRIMA DEL FUTURO
A cura di Giuseppe Maiorana
La mostra ricostruisce, attraverso le immagini dell’archivio di Belìce/Epicentro della Memoria Viva, la stagione delle lotte popolari tra anni Sessanta e Settanta: dalla Marcia della Sicilia Occidentale del 1967 alle proteste nazionali dei terremotati del Belìce del 1968. Fotografie di Bruna Amico, Letizia Battaglia, Toni Nicolini, Studio Labruzzo, Pucci Scafidi e altri catturano volti, slogan, cortei, restituiscono la memoria viva di comunità che hanno occupato le piazze per rivendicare ricostruzione, diritti e dignità.