Il 15 e 16 gennaio 2026 non sono semplicemente le date di un’inaugurazione. A Gibellina coincidono con una soglia simbolica: l’anniversario del terremoto del 1968 e l’avvio ufficiale di Portami il futuro, Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.
Seguendo questo progetto da osservatore culturale, non da cronista, ciò che colpisce fin da subito è la scelta di una forma narrativa. Le due giornate inaugurali non sono costruite come una sequenza di eventi, ma come un attraversamento: dei luoghi, della memoria, delle voci e dei linguaggi che hanno fatto di Gibellina un caso unico nel panorama italiano.
La direzione artistica di Andrea Cusumano lavora proprio su questo piano: non presentare un cartellone, ma mettere in relazione spazio pubblico, musica, arti visive e parola, anticipando il metodo che guiderà l’intero anno.
Giovedì 15 gennaio 2026
Ore 11.30 – Sala Agorà, Comune di Gibellina
L’apertura ufficiale avviene nel cuore istituzionale della città.
L’Orchestra Filarmonica del Sud (FIDES), diretta dal Maestro Antonio Giovanni Bono, esegue l’Inno Nazionale e l’ouverture da La Forza del Destino di Giuseppe Verdi.
Il pomeriggio: le prime mostre
Ore 15.30 – Fondazione Orestiadi
Si apre Colloqui, una mostra che mette in relazione cinque figure centrali nella storia culturale di Gibellina: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo.
Ore 17.00 – Teatro di Pietro Consagra
Con Dal Mare: dialoghi con la città frontale entrano in scena le video-installazioni dei MASBEDO (Resto) e di Adrian Paci (The Bell).
Sera: la musica come spazio comune
Ore 19.30 – Sala Agorà
La giornata si chiude con La Banda del Sud, progetto speciale del Ministero della Cultura che riunisce musicisti provenienti da diverse regioni del Sud Italia e dal Mediterraneo.
Venerdì 16 gennaio 2026
La seconda giornata amplia lo sguardo, mettendo al centro le nuove generazioni e il collezionismo come pratica culturale.
Ore 17.00 – Ex Chiesa di Gesù e Maria (Nanda Vigo)
Inaugura Austerlitz di Daniele Franzella, installazione che dialoga con l’architettura luminosa e simbolica progettata da Nanda Vigo.
Ore 18.30 – MAC, Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”
Apre la collettiva dedicata alla Collezione Elenk’Art, parte del progetto Generazione Sicilia.
Ore 21.00 – Piazza XV Gennaio 1968
Il concerto di Max Gazzè & Calabria Orchestra – Musicae Loci chiude la due giorni inaugurale.
Ingresso gratuito.
Ore 22.30 – Piazza XV Gennaio 1968
Città di Tebe, spettacolo pirotecnico pensato in dialogo con il contesto urbano, chiude simbolicamente l’inaugurazione.
Una traiettoria dichiarata fin dall’inizio
Queste due giornate non esauriscono il senso di Gibellina 2026, ma lo dichiarano con chiarezza. Ogni scelta costruisce l’immagine di una capitale culturale viva, che non separa sperimentazione e accessibilità, memoria e futuro.
Per chi, come me, seguirà Gibellina 2026 lungo tutto l’anno, questo avvio è già una mappa, indica cosa vedere e come attraversare una città che continua a interrogarsi sul proprio ruolo, usando l’arte come linguaggio comune.
